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The dead-end job trap

Need to pay the bills but stuck in a dead-end job? Millions of people can relate – you’re not alone! Fortunately, there are some practical steps you can take before you throw in the towel:

  • Check your organisation’s career development support systems and policies. There might be personal and career development opportunities that you’re not aware of.
  • Chat to your manager. It’s part of their job description to retain you. Ideally, this should be as part of your performance review but if you can’t wait, do it now.
  • Ascertain whether your organisation provides education and training opportunities.  It might be worth following up on.
  • Career mobility should be a part of your organisation’s staff retention strategy. Take heart!
  • Look into your country’s skills development legislation. Mentioning this to a non-co-operative manager might be all the impetus that’s needed
  • Check your organisation’s internal vacancy list regularly. Internal candidates often have ‘the edge’ over external job seekers because they know the organisation and are known by its decision makers
  • Get your CV written by professional CV writers. They know how to make you stand out from the crowd. It’s a small investment in your future.
  • Consult a professional Career Development Practitioner. Check out his/her credentials beforehand and make sure he/she is represented by an official body e.g. the Career Development Association of Australia. Ask for success stories. It’s more of an expense, but these professionals can help you think laterally and provide guidance.

 

 

 

La conoscenza a portata di click?

“A quattro persone fu data una singola moneta. Il primo era persiano. Disse: “Con questa comprerò un po’ di angur”.

Il secondo era arabo. Disse: “No, perché io voglio un po’ di inab”.

Il terzo era turco. Disse: “Io non voglio dell’inab, voglio del uzum”

Il quarto era greco. Disse: “Io voglio dello stafil”.

Poiché non sapevano cosa stesse al di là dei nomi delle cose, i quattro cominciarono a litigare.

Essi avevano l’informazione, ma non la conoscenza.

Un saggio li riconciliò dicendo loro:

“Posso soddisfare le necessità di voi tutti con un’unica moneta. Se veramente mi date fiducia, la vostra moneta verrà quadruplicata e ognuno otterrà ciò che desidera”.

Tale saggio era a conoscenza del fatto che ognuno di essi nella propria lingua voleva la stessa cosa, uva.”

(Gialâl ad-Dîn Rûmî, poeta persiano XIII secolo-racconto adattato)

In una società iper-connessa in cui siamo continuamente bombardati da informazioni ed erroneamente crediamo che l’accesso alla rete equivalga a possedere uno scibile illimitato, istantaneo, immediatamente utilizzabile e trasferibile, spesso dimentichiamo la differenza tra informazione e conoscenza.

È certamente vero che la rete è l’essere più sapiente del pianeta e le informazioni in essa contenute sono immense e in continua crescita esponenziale. La rete è tale in quanto unisce persone, dati e idee dando luogo ad un organismo che supera tutti per informazioni e sapienza.

In rete potete certamente trovare una pletora di consigli e informazioni su come, ad esempio, preparare un Curriculum Vitae di successo e, nel caso di un CV in lingua inglese aiutarvi con traduttori online o non. Ma le informazioni vanno filtrate, organizzate, collegate, ottimizzate per essere poi elaborate, contestualizzate ed arricchite da menti creative ed esperte in maniera logica e mirata. Vanno infine rappresentate utilizzando la forma comunicativa più efficace in un linguaggio comprensibile, persuasivo e attraente per il destinatario.

Nel preparare il vostro  Curriculum Vitae in inglese perché quindi limitarsi a compilare informazioni anziché affidarsi ad un team di esperti con conoscenze madre lingua italiano e inglese, capacità, competenze e decennale esperienza nel settore della comunicazione, del marketing e delle risorse umane?

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·   Profili LinkedIn 
·   Lettere di presentazione/Cover letters
   Domande per ammissione ad                      Università/College inglesi/americani”

Older job seekers

The truth: Employers do value older applicants. Let’s start by tackling the first fundamental truth. Certainly, there are some employers who prefer younger candidates but there is convincing evidence that there are more employers who value older workers and welcome applicants in their 50s and 60s than those who don’t. These are employers who know […]

via Do Employers Value Mature Jobseekers? — Selection Criteria Writing Service

The (questionable) value of lifelong learning

We are told, on an almost everyday basis, that we need to upskill regularly  and learn new skills lest we get caught up in the tidal wave of globalisation or find that technology has made us obsolete. Of course the ones who are telling us this are those who stand to make the most money from our fear – the higher educational institutions, which offer all manner of courses for our benefit, from postgraduate conversion courses to masters and doctoral degrees. These much admired giants of education will quite happily take your money and years of your life in return for providing you with a shiny new certificate, but what they won’t tell you is whether you’ll be employable afterwards. Pity the middle aged secretary who uses her pension fund to finance her childhood dream of studying only to find that she’s back to typing memos after graduation because no-one advised her that she’s unemployable in her new field due to her age. Now perhaps I’m being a tad cynical here, but in my view this amounts to nothing short of theft. Where are these institution’s ethics? Should they be accountable for admitting her? 

Please share your story if you feel you’ve been a victim of the great higher education rip off. I’d love to hear them. Who knows, if we get enough stories together, we could lobby for change!